Conversazione dell'08 luglio 2008. Ore 21.00.
Vanilla Sky, il film più bello del mondo.
PARTE SECONDA.
[...]
G – Ma perché?
D – Perché si schiantano in macchina e hanno un incidente.
G – Daniel, mi stai prendendo per il culo?
D – (sbuffando) Perché lui se sfigura il volto.
G – Eccheccazzo, cosa ci vuole a dirlo? Dai, forza, fatti. Lui si innamora, la mattina seguente si trova una pazza fanatica che lo aspetta sotto casa. Lei gli chiede di salire in macchina, lui sale...
Come va avanti il film?
D – Da qua in poi possiamo parlare che il film comincia a prendere una piega simile a quello che sarebbe...
G – Matrix.
D – No, il fantasma di Notre-Dame
G – Sì. Il gobbo di Notre-Dame
D – Sì, la bella e la bestia. Oppure potrebbe essere il fantasma dell'opera, in cui c'è questa persona che deve cominciare a vivere la vita con una concezione abbastanza diversa di com'era prima e passa da essere il bello ad essere la bestia, e si crea in lui una dualità di personalità, in cui lui essendo una bestia riesce a tirare fuori il bello di sé.
G – E cosa succede?
D – Questa persona tenta di riconquistare la vita che aveva prima e soprattutto la donna che aveva prima, che aveva conosciuto la sera prima, in cui non era successo niente di che.
G – Solo un bacio.
D – Un bacio. E quindi lui in teoria impazzisce, va a finire in galera perché, secondo la polizia e diversi giudici e via dicendo, uccide questa donna.
G – Quale donna?
D – La sua ex ragazza, quella che lo ha fatto schiantare.
G – Ma non era già morta?
D – Era già morta, però lui passa da essere la vittima al colpevole, che in teoria era stato lui ad ucciderla ed è per quello che va in galera. Giusto?
G – Insomma. No. Io ho visto un altro film.
D – Cioè?
G – Lui dopo l'incidente ha il volto sfigurato.
D – E tutto il resto della storia è stato creato nella sua mente.
G – No, non tutto, gran parte. Adesso siamo al punto in cui lui esce dall'ospedale, ha una maschera, e va in discoteca con la donna che aveva conosciuto il giorno prima dell'incidente e il suo migliore amico. Sta di merda, beve tantissimo, ti ricordi?
D – Ha dato il peggio di sé.
G – Ok, esce dalla discoteca, sviene sul marciapiede, e come va avanti la storia?
D – In quel momento lì lui si è creato in mente questa donna che veniva a salvarlo.
G – Ok, bravissimo
D – E da quel momento in poi lui miracolosamente riusciva piano piano a guarire e a stare con questa donna. Gli sistemano il volto con una operazione...
G – ...e torna bello come prima.
D – Sì, come era stato prima.
G – Ok, quando sembra andare tutto per il verso giusto lui comincia ad avere delle visioni.
D – E non riesce più a concepire quello che è vero e quello che è falso.
G – Chi torna in scena?
D – Torna una figura, che sarebbe il suo terapeuta, in teoria, che tenta di farle capire quello che è vero e quello che è falso. Questo personaggio viene interpretato da Kurt Russell, che fa il suo psicologo terapeuta, psicoterapeuta, che tenta di spiegargli perché lui è arrivato a quel punto di non capire quello che è vero da quello che è falso.
G – Sì, ma hai saltato un passaggio. Lo psicoterapeuta interviene nel momento in cui lui viene incriminato. Perché viene incriminato? Perché inizia a vedere Cameron Diaz, la sua ex ragazza pazza morta, e...
D – ...e lui pensa che questa ragazza qua rappresenta Penelope Cruz, che in realtà dovrebbe essere la ragazza dei suoi sogni. E lui non riesce più a distinguere una donna dall'altra. A un certo punto c'è una scena rappresentata dal subconscio in cui lui sta con tutte e due in contemporanea, e lui si fa l'idea in testa di aver ucciso quella ragazza lì.
G – Quale?
D – Cameron Diaz, che era stata la ragazza deceduta e quella che lo aveva portato de schiantarsi. E da lì era cominciata la sua seconda vita, diciamolo così.
G – Un altro punto importante. Cosa significa “seconda vita” nel film?
D – La seconda vita è l'argomento più importante perché tramite questa cosa qua e tramite soprattutto questo terapeuta, che lo segue e che riesce a fargli capire che lui non riesce a capire più quello che è vero e quello che è falso, di capire che in realtà quello che lui sta vivendo in quel momento lì, che è la sua seconda vita... Cioè praticamente la sua seconda vita è stata una cosa che lui quando ancora era dentro la sua prima vita, era una cosa che lui aveva scelto di fare, e non veramente una cosa che le fosse successa. È una scelta che lui aveva preso prima, tramite un'agenzia che le offriva questa possibilità di avere una seconda vita.
G – Cosa avrebbe dovuto fare lui?
D – Uccidersi, criogenarsi, e vivere soltanto nel sogno e nella mente. Non più nel fisico.
G – E quindi lo psicoterapeuta in realtà non esisteva.
D – Era una figura che lui si era creato per capire il suo subconscio.
G – Bravissimo.
D – Questa era una delle figure che lui si era creato, ma non era solo quella, e adesso arriviamo al dunque. La figura più importante rappresentata nella sua seconda vita era quello di cui abbiamo tratto il sottitolo. E quindi: chi è l'uomo del ristorante? E cioè la figura che le offriva di avere una seconda possibilità e quindi una seconda vita. Questa persona qua era rappresentata da una persona innocua alla vista, ma che aveva un grandissimo potere. Una specie di secondo dio. E quindi tutta questa scena succede in un ristorante ed è per quello che noi ci chiediamo: chi è l'uomo del ristorante?
G – (risate)
D – Dopo questa figura qua, alla fine del film, gli viene incaricata la responsabilità di spiegare tutto quello che era successo prima e quello che stava succedendo in quel momento lì. Quindi questo uomo del ristorante rappresenta una specie di semidio che ci creiamo tutti noi uomini, perché non riusciamo a credere soltanto a un dio assoluto, se no... è una specie di Gesù Cristo, che è una figura che viene come un dio, che ha la capacità di spiegarci come se sviluppano le cose. È questa l'interpretazione che io ho del film.